L’estate, tempo di vacanze per tutti, persone sane e malate, bambini in buona salute e altri con problemi dovuti a terapie o a difficoltà per varie malattie ad andamento cronico come i tumori, diabete, malattie genetiche o immunogenerative, malattie delle coaugulanze come l’emofilia... La vacanza deve essere vista come un tempo di svago e di relax per ricaricarsi ed essere in grado di proseguire con maggior entusiasmo e determinazione il proprio cammino, anche quello che riguarda la propria salute. Si è vero che il benessere di una persona grande o piccola che sia deve essere un benessere non solo fisico ma anche psicologico e sociale (organizzazione mondiale della sanità) è positivo e meritevole che nel tempo siano andati organizzandosi strutture in grado di far fronte a queste situazioni dovute alle più dure malattie. Queste strutture sono i “Campi Estivi” la cui missione è proprio quella di consentire a chi è in difficoltà sia di salute che familiare a trascorrere “tutti insieme” un periodo anche breve di vacanza-svago. Credetemi non è come alcuni pensano un “ghettizzare” i bambini ma è dar loro la possibilità di “non pensare” ai loro problemi ed essere solidali con chi ha analoghi problemi, è dar loro la possibilità di essere creativi e apprezzare le proprie capacità nonostante le malattie, è far si che credano di nuovo in loro stessi.
Dynamo Camp è un camp di Terapia Ricreativa, primo in Italia, appositamente strutturato per bambini affetti da patologie gravi o croniche in terapia e nel periodo di post ospedalizzazione. Il Camp è rivolto gratuitamente a bambini da 7 ai 17 anni. Dynamo Camp nasce dal sogno dell'attore Paul Newman, fondatore del primo camp negli Stati Uniti nel 1988 e che è stato da allora la forza promotrice di queste esperienze terapeutiche per bambini e ragazzi malati.
Questi camp sono ora presenti negli Stati Uniti, dove si trovano cinque strutture mentre l’unica struttura italiana è a San Marcello Pistoiese ed è oggi l’esempio nazionale (senza nulla togliere ad altri campi siti qua e là in Italia) più completo ed efficiente: 5 sessioni estive di una settimana ciascuna, è in grado di ospitare fino a 60 bambini per sessione e alcune sessioni e weekend per intere famiglie (infatti durante la settimana i genitori non sono presenti ) per bambini molto piccoli o con problemi molto specifici.
Ricreare lo spirito e la voglia di reagire è molto importante per rendere da una parte più sopportabile la malattia e dall’altra per sopportare meglio le cure. E’ un modo diverso ma significativo per far sì che malattia, disperazione, disagio, paura, difficoltà, lascino spazio a spensieratezza, gioia, condivisione, allegria e voglia di “farcela”. Curare e guarire oggi vuol dire curare anche la qualità di vita e non solo la quantità. Dal 2007 il servizio sociale del centro di Onco-Ematologia Pediatrica di Monza diretto dal prof. Andrea Biondi, promuove per i giovani pazienti, vacanze estive nella struttura di Dynamo Camp di San Marcello Pistoiese, si prega di contattare la nostra assistente sociale allo 039 2333573 per avere maggiori informazioni.
www.dynamocamp.org
Momcilo Jankovic
Tutte le estati si organizzano a Ponte di Legno una settimana di vacanza per ragazzi dagli 8 anni in su. L’Obiettivo è quello di “Scalare il proprio Everest” ovvero di mettersi alla prova attraverso escursioni in montagna e scalate con la guida di personale specializzato. I ragazzi sono accompagnati da un medico e un’infermiera del nostro centro.
SCALARE IL PROPRIO EVEREST ANCHE VAL CAMONICA” UNA SETTIMANA A PONTE DI LEGNO SULLE CIME DELL’ADAMELLO
Il programma “Scalare il proprio Everest anche in Val Camonica” ripercorre quanto viene già fatto a Chamonix (Francia) dal 1994 dall’Associazione “A chacun son Everest”, fondata dall’alpinista e medico francese Christine Janin e coordinata dal Prof A. Baruchel, dell’Ospedale Saint Louis di Parigi. La prima settimana si è svolta nel giugno 2003 ed è stata ripetuta negli anni successivi; nel 2005, 2006 e 2007 le settimane sono state addirittura due: la prima a giugno e la seconda a luglio, più impegnativa e con mete più “ardite”. Dal 2000 al 2007, ogni anno, 4-6 ragazzi del nostro Centro hanno avuto la possibilità di partecipare allo stage di una settimana insieme ai coetanei francesi. I gruppi sono formati da circa 10 ragazzi del nostro Centro (età ≥10 anni) accompagnati da un medico e/o un’infermiera, un accompagnatore (volontaria ABIO) e personale locale di supporto: nelle escursioni più impegnative l’assistenza delle guide alpine è un aiuto indispensabile. I ragazzi alloggiano c/o l’Azienda Alberghiera Centro di Formazione Professionale di Ponte di Legno: tutte le spese di vitto e alloggio vengono sostenute dal Comitato Maria Letizia Verga. Durante le settimane a Ponte di Legno i ragazzi hanno raggiunto diversi rifugi di montagna (tra tutti, il rifugio Bozzi, 2475 metri s.l.m.; il rifugio Garibaldi, 2548 metri s.l.m.; rifugio Baitone, 2283 metri s.l.m.; il rifugio Tonolini, 2450 metri s.l.m.), hanno “conquistato” la Cima Venerocolo (3325 metri s.l.m.), il Monte Gavia (3223 metri s.l.m.) e la cima Presena (3065 metri s.l.m.), hanno superato il “ponte tibetano”, tentato il primo approccio alla scalata, conosciuto gli Husky, scoperto le testimonianze della Guerra Bianca, imparato i segreti della centrale idroelettrica e della lavorazione del latte, e conosciuto i divertimenti del Jungle Adventure Park.
L’esperienza si propone di offrire ai ragazzi che stanno superando o hanno già superato il proprio “Everest” della malattia un momento di autonomia, senza i genitori, alla scoperta della montagna e delle sue difficoltà.
Tutti i ragazzi, che in questi anni hanno partecipato alle settimane organizzate a Ponte di Legno, hanno vissuto o stavano vivendo l’esperienza di una malattia che non solo non li ha sconfitti, ma che evidentemente li ha resi tanto forti da poter affrontare con entusiasmo l’esperienza faticosa della montagna. Infatti i ragazzi affrontano tutte le “ripide e ghiacciate” sfide con grande entusiasmo e determinazione, sostenendosi sempre a vicenda. È l’occasione per ciascuno di loro per convincersi una volta di più che hanno risorse infinite ... e un cuore grande come una montagna!
Esempio di una giornata ai piedi dell’Adamello (tratto da una breve cronistoria di un partecipante)
“Di mattina i ragazzi si impegnano e mettono in campo tutto il loro coraggio e la loro agilità all'Jungle Adventure Park dove, fra carrucole, liane, reti e percorsi impervi, si ritrovano ad altezze sempre più elevate. Dopo pranzo si parte per il rifugio Aviolo (1930 metri s.l.m.) per la serata più emozionante: la notte in rifugio. Il percorso è di quelli da trekker esperti: massi, cascate e natura ci circondano, ma arriviamo senza problemi a destinazione. Ormai siamo un gruppo esperto!! Dopo la gara di tiro di sassi nel lago Aviolo e dopo una cena sana e ricca di calorie, si scatena la vera guerra: il torneo di Forza 4 che fra gironi, ripescaggi, semifinali e finali occupa l'intera serata. Stremati ma felici verso le 22 si va a letto nei nostri sacchi lenzuolo. Domani ci aspetta il bivacco Gallinera (2340 metri s.l.m.). Sveglia ore 7, abbondante colazione, vestizione a più strati (lungo il cammino incontreremo la neve), e carichi entusiasmo e felicità si parte. Il paesaggio che incontriamo è incredibile: prima camminiamo lungo una valle bellissima con un torrente d’acqua limpidissima che ci indica il percorso; poi ci inerpichiamo su per un sentiero impervio, ricco di piante e arbusti coloratissimi, per raggiungere la cresta e il bivacco Gallinera. Da qui la vista può spaziare perché finalmente il bel tempo ci ha accompagnato: si riesce a vedere addirittura l’Aprica!! Dopo esserci riposati, ritorniamo al rifugio Aviolo per la sosta pranzo e per un veloce torneo di Forza 4 ad eliminazione diretta: ora possiamo ritornare all'albergo. Ovviamente, mentre scendiamo, quando ormai siamo in prossimità del traguardo, la nostra compagna pioggia ci viene incontro. Va beh, ormai abbiamo gli impermeabili a portata di mano. Rientrati in albergo, i ragazzi si chiudono nelle rispettive stanze per una sana e ristoratrice doccia. Ma non riescono a stare fermi. La voglia di godersi la vita e di divertirsi è troppo forte. Eccoli subito in sala giochi per sfidarsi a calcio balilla e a ping-pong, per cantare insieme, per giocare a carte, per fare qualsiasi cosa li renda felici!!“
Marco Spinelli