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Il Catetere Venoso Centrale

Alcuni pazienti richiedono un accesso venoso sicuro e disponibile non solo per poter effettuare prelievi di sangue e somministrare alcuni tipi di farmaci e chemioterapici (caratterizzati da lesività della parete vascolare oppure dalla capacità di distruggere i tessuti nelle eventuali zone di stravaso extravascolare), ma anche per poter infondere elevate quantità di liquidi, emoderivati e per la gestione degli effetti collaterali della terapia e delle complicanze ad essa correlate.

Nell’età pediatrica i pazienti con tali necessità sono essenzialmente i bambini sottoposti a chemioterapia intensiva (LLA ad alto rischio o LMA o sottoposti ad un trapianto di midollo) ed i bambini sottoposti a schemi di terapia meno intensiva (per esempio LLA a basso o intermedio rischio) ma di età < 5 anni o con età superiore ma con evidenza di un patrimonio venoso scadente, possono necessitare di un accesso venoso permanente.

Tale accesso viene di solito ottenuto posizionando un dispositivo chiamato catetere venoso centrale. Esistono vari tipi di cateteri venosi centrali (Hickman, Porth-a-Cath, Groshong ed altri). Il catetere venoso centrale è un tubicino che viene inserito in una grossa vena a livello del torace superiore e può essere fissato tramite un passaggio sotto la cute (“tunnellizzato”). La manutenzione di questi cateteri, che generalmente rimangono inseriti anche per lunghi periodi, deve essere eseguita rispettando rigorosamente le tecniche di pulizia e di asepsi.

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