chi siamo

Maria Letizia Verga

Sai, devi promettermi, ...  

MarialetiziavergapiccolaUn piccolo “puffo” un giorno mi ha chiesto di farle fare una passeggiata: la cornice non era un bel prato fiorito ma i lunghi corridoi di un ospedale, la luce non era quella di un sole splendente ma di anonime lampade al neon, il protagonista non era una bambina dinamica e agile ma un piccolo “puffo” pallido e radioso, debole e combattente, la meta non era il luna-park ma la piccola cappella in legno del luogo (l’ospedale) che la ospitava da tempo.

L’ho presa in braccio, lei si è stretta a me e insieme sotto gli occhi stupiti della gente ci siamo incamminati verso la meta. Il piccolo “puffo” era la piccola Leti, piccola ma maestra di vita, stanca ma incredibilmente ricca dentro, pallida ma profondamente luminosa. Mi ha sussurrato in quella breve passeggiata qualcosa che mi sono portato dentro da allora e che mi porterò per sempre ... “sai, devi promettermi di non lasciarmi mai. L’altro giorno sei andato via senza salutarmi. Ho sentito la tua macchina lasciare il parcheggio! Io, non ti lascerò mai! ...”  

E’ vero non mi ha lasciato ... non ci ha mai lasciato. Continua a vivere in ogni nostra iniziativa a favore di bambini ammalati come lei: il suo miracolo è imperituro. Una bimba, Maria Letizia, dei genitori meravigliosi, Marilisa e Giovanni. Meravigliosi perché hanno saputo “ascoltare” la loro adorata bambina e tradurre in maniera encomiabile il suo messaggio, una sorella, Maria Paola, esemplare, ha sofferto, è rimasta nell’ombra ed ora diventando mamma continuerà quel supporto magico che tanto ha aiutato Mari e Giò.

Lissago, un paesino ricco, ricco d’amore e di solidarietà, è rimasto scosso e turbato dalla lotta e dalla morte della piccola Leti ma ha reagito, ha supportato la famiglia, ha dedicato alla piccola la piazzetta centrale vicino alla chiesa.  

I medici, guidati dall’inesauribile prof. Masera, hanno creduto nell’Alleanza Terapeutica e l’hanno realizzata come espressione stupenda del miracolo di Leti e di tutti i bambini come lei.”  

Momcilo Jankovic  

 

A Maria Letizia  

Jankovic _spiaggiaIl sorriso di un piccolo puffo
rannicchiato tra le mie braccia.
E’ il ricordo più bello di una bimba
che mi ha insegnato ad accettare
la vita, con i suoi limiti,
le sue paure ... le sue sconfitte.
Il sorriso non di rassegnazione
ma di coraggio, lo sguardo
non di tristezza ma di richiesta di aiuto,
di tranquillità, di forza.  
Quella forza che è riuscita  
a trasmettere attraverso  
il suo modo di essere di fronte  
a una malattia che la stava consumando  
ma solo esteriormente ...
Dentro la sua “ricchezza”  
ha comunque trionfato
Grazie Leti, piccolo puffo  
“un po’ mio!”  

Momcilo Jankovic

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