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Immunologia e terapia cellulare

Sviluppo di terapie innovative per il trattamento delle complicazioni post-trapianto di cellule staminali emopoietiche

D -amicoCURRICULUM VITAE
GIOVANNA D'AMICO
Laureata in Scienze Biologiche presso l'Università degli Studi di Milano con votazione 110/110 cum laude, si è specializzata in Applicazioni Biotecnologiche presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca con votazione 50/50 cum laude
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Il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) è diventato il trattamento di scelta per numerosi disordini ematologici neoplastici e non neoplastici, tumori solidi, errori congeniti del metabolismo ed immunodeficienze primitive. Purtroppo, la sua ampia applicazione è limitata dall’insorgenza di diverse complicazioni, tra cui la malattia del trapianto verso l’ospite (GVHD) e/o l’insorgenza di infezioni virali.

L’Unità della Dr.sa G. D’Amico (Ricercatrice della Fondazione Tettamanti) ha concentrato la sua attività di ricerca per lo sviluppo di approcci innovativi per il trattamento delle complicazioni post-trapianto di cellule staminali emopoietiche (HSCT) al fine di migliorare la qualità della vita del paziente. Il primo approccio prevede lo sviluppo di trattamenti nei confronti di CMV ed Adenovirus, due tra i virus che sono tra le cause principali di morbilità e mortalità nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopietiche (HSCT).

Immunologia - Terapia -cellulareLe ricerche della Dr. G. D’Amico hanno reso possibile l’approvazione  nel 2007, da parte dell’Istituto Superiore di Sanità di un protocollo di fase 1 per l’utilizzo di linfociti citotossici anti-CMV sia come uso profilattico che terapeutico nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopietiche da donatore aploidentico. E’ in fase di sottomissione un protocollo nei confronti dell’adenovirus (HuAd), come risultato di un network europeo che ha sviluppato la fase pre-clinica di sviluppo ed approvazione delle procedure di produzione in condizioni di “Good Manufacturing practice” GMP.

Il secondo filone di ricerca è focalizzato all’identificazione di nuovi bersagli terapeutici e marcatori diagnostici per il miglioramento del trattamento della Graft-versus host disease”(GVHD). Più in dettaglio, il lavoro della Dr. G. D’Amico è focalizzato all’identificazione di nuove sottopopolazioni cellulari, di molecole infiammatorie e di marcatori genetici coinvolti nella patogenesi della GVHD. Tali ricerche sono condotte in collaborazione con il gruppo del Prof. Alberto Mantovani dell’Istituto Scientifico Humanitas di Milano e con il gruppo del Prof. Silvano Sozzani dell’università di Brescia.

Inoltre, è in corso una ricerca volta alla comprensione del meccanismo immuno-regolatorio delle cellule mesemchimali (MSC). Le MSC sono cellule isolabili dal sangue midollare. Oltre a rappresentare i precursori di cellule della linea osteo-condro-tendinea, si sono rivelate tra i più potenti immunosoppressori della risposta immunitaria e sono entrati in fase di sperimentazione clinica per il controllo della GVHD o di malattia dovute all’alterata regolazione del sistema immunitario. La Dr.sa D’Amico in collaborazione con il gruppo del Prof. A. Mantovani, sta esplorando la possibilità di modulare tale proprietà mediante tecniche di manipolazione genetica per ottimizzare ulteriormente le possibili applicazioni cliniche.

Un nuovo filone di ricerca intrapreso dal gruppo della Dr.sa D’Amico tende a caratterizzare un grave difetto immunologico caratteristico di una Sindrome chiamata di “Schwachman-Diamond” (SDS).Tale sindrome è una malattia rara che affligge molti organi del corpo. Una caratteristica di tale malattia è rappresentata dalla disfunzione del midollo osseo. Il difetto più frequente riguarda i neutrofili: si parla di neutropenia, che è abitualmente intermittente o ciclica, più raramente persistente. I neutrofili oltre ad essere ridotti di numero, sono poco mobili e mal funzionanti e ciò favorisce l’insorgenza, specialmente nel bambino piccolo, di infezioni ricorrenti che possono avere un esito fatale.

Il gruppo della Dr.sa D’Amico sta studiando se l’attività “anti-infettiva” dei neutrofili è limitata da difetti nella produzione di molecole “killer” che normalmente permettono la distruzione dei microrganismi. Altri studi sono rivolti alla caratterizzazione del microambiente midollare dei bambini con SDS al fine di comprendere i meccanismi immunologici alla base di questa malattia.

Tutti questi studi vengono condotti in un continuo sforzo di interazione tra le componenti di ricerca sperimentale e della clinica, al fine di creare nuovi e migliori protocolli terapeutici per i bambini affetti da malattie ematologiche.

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