Un Istituto tutto dedicato ai bambini e alle mamme
SETTEMBRE 1979. Milano, Aula Magna della Clinica Pediatrica De Marchi.
I genitori dell’Associazione Lombarda per il Bambino Emopatico (ALBE) sono riuniti per ascoltare il Prof. Masera. E’ rientrato dal suo primo viaggio negli U.S.A.
E’ andato a visitare il Saint Jude Childrens Cancer Research Hospital di Memphis, in Tennessee, in quegli anni Istituto di riferimento in tutto il mondo per i nuovi protocolli e per i risultati ottenuti.
Quanto ci riferisce ci immerge in un mondo di sogno: un Ospedale interamente dedicato ai bambini malati di tumori e leucemie.
Un Ospedale dove la ricerca assorbe il 50% del bilancio. Dove i bambini sono ricoverati in camere singole, spaziose, con i servizi annessi, con le sale gioco in ogni reparto.
Con una caratteristica che lo differenzia da tutti gli altri Ospedali: è stato voluto e costruito da un privato, Danny Thomas, attore cinematografico e intrattenitore. Thomas aveva fatto voto di dedicare, qualora fosse giunto alla celebrità, una parte della sua fortuna e del suo impegno alla costruzione e al sostegno di un Ospedale per i bambini con tumore.
Ancora oggi il St. Jude è un Ospedale finanziato per la gran parte da donazioni di privati.
Nell’atrio una grande targa recita: “I bambini che entrano in questo Ospedale non hanno differenze di colore, razza, culto, provenienza e ricevono le cure gratuitamente”.
Un’eccezione per gli USA e un esempio per il mondo.
“E’ stato quel giorno, sognando il St. Jude, con la sua organizzazione, le sue qualità di cura e possibilità di ricerca, le attenzioni che dedica ai bisogni dei piccoli ammalati, la sicurezza-certezza che dà ai genitori, che mi sono chiesto se anche in Italia, in un Ospedale Pubblico si poteva avere, per Maria Letizia (ricoverata in una misera stanzetta-box al secondo piano, ormai condannata da una ricaduta di leucemia mielomonocitica) o per gli altri bambini ammalati di leucemia qualcosa di simile al St. Jude.
DICEMBRE 2002. Monza, Aula Magna della Facoltà di Medicina della nuova Università
Milano-Bicocca.
Molta Gente. Genitori, Amici, Sostenitori, Autorità sono ancora una volta riuniti, chiamati dal Comitato Maria Letizia Verga, per l’inaugurazione del Laboratorio di Terapia Cellulare e Genica «Stefano Verri», ultima realizzazione (costo di circa un milione e mezzo di Euro) che insieme al Comitato Stefano Verri abbiamo portato a termine, in meno di un anno, per consentire ai ricercatori del Centro Ricerche Tettamanti di attuare tutte le nuove strategie terapeutiche che sono necessarie per guarire un bambino in più.
Sono trascorsi ventidue anni dalla nascita ufficiale, costola dell’ALBE, del Comitato Maria Letizia Verga per lo studio e la cura della leucemia del bambino. Molta strada è stata fatta per raggiungere l’obiettivo di dare ai nostri bambini quanto di meglio c’è al mondo in termini di possibilità di guarigioni e qualità di vita.
Incominciamo a pensare di costruirci il Nostro Ospedale.
Lo sogniamo Pubblico (con il San Gerardo), di insegnamento (con l’Università Milano Bicocca), di ricerca (con la Fondazione Tettamanti) e sogniamo anche di gestirlo, noi genitori, insieme e con questi Partners qualificati, in forma privata, etica, no-profit.
OTTOBRE 2005. Milano, Studio del Notaio Enrico Bellezza Atto di costituzione della Fondazione di Partecipazione « Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma ».
E’ l’atto finale dell’inizio (scusate l’antitesi) di un progetto che prevede la costruzione e la gestione di un nuovo Dipartimento Materno Infantile (il sogno si è ampliato quando abbiamo accorpato nel progetto l’Ostetricia e la Neonatologia che sono ancora distaccate al Vecchio Ospedale) che si chiamerà ISTITUTO MARIA LETIZIA VERGA: il sogno si è trasformato in un progetto operativo.
APRILE 2006. Monza, Cascina Vallera.
Sto guardando i progetti del nuovo Istituto eseguiti dallo Studio Brioschi. Si sopralzerà di due piani l’avancorpo dell’Ospedale. E’ grande, bello, funzionale, moderno, mi piace. E’ il NOSTRO OSPEDALE, fortemente voluto da noi genitori, non impostoci. Lì dentro vogliamo che le mamme e i bambini - è fantastico il concetto «meno nove mesi più diciotto anni»- che ne avranno bisogno siano gli attori principali di questo bel sogno che sta diventando una struttura materiale e funzionante.
Sono commosso.
Sono anche fiduciosamente preoccupato. Il piano finanziario e il progetto di raccolta fondi sono molto impegnativi.
Ancora una volta chiediamo alla NOSTRA GENTE di esserci vicini, di avere ancora fiducia e credere nel nostro sogno. Questa volta chiediamo un duplice impegno: continuare a sostenere il Comitato perché i grandi risultati ottenuti sino ad ora possano continuare.
Contemporaneamente essere MESSAGGERI nella ricerca di COSTRUTTORI- MECENATI che condividano l’impegno per la costruzione del Nostro Ospedale.
Come sempre il ringraziamento per tanto impegno sarà l’invito all’inaugurazione del Nostro-Vostro Ospedale.
Giovanni Verga
Consiglio di Amministrazione Fondazione MBBM
Presidente Comitato Maria Letizia Verga