Il Laboratorio di Terapia Cellulare “Stefano Verri” dell’Ospedale San Gerardo di Monza: protocolli clinici approvati e prospettive future.

 

Dott. Ettore Biagi,

Pediatra Ricercatore Universitario, Direttore Tecnico del Laboratorio “Stefano Verri”

 

Le terapie con cellule somatiche sono aree complesse e in via di attivo sviluppo che conducono ad una varietà di prodotti per un possibile uso clinico.

Il Laboratorio di Terapia Cellulare “Stefano Verri” è stato realizzato nel 2002 ed ha subito modifiche strutturali successive negli anni 2005 e 2006 per ottemperare ai requisiti GMP di caduta di classe D-C-B-A. Il Laboratorio di Terapia Cellulare e Genica “Stefano Verri” ha una superficie di circa 350 mq ed è composto di: a) Locali inclusi nell’area GMP: 4 laboratori di terapia cellulare, un laboratorio di controllo qualità, un magazzino di registrazione e ingresso prodotto, un magazzino di deposito prodotto finito, un locale frigoriferi; b) Locali esterni all’area GMP: un locale ufficio-reception, un magazzino di deposito prodotti in entrata, un magazzino per lo stoccaggio dei rifiuti trattati in autoclave, un locale di crio-congelamento e crio-conservazione. Il Laboratorio “Stefano Verri” è stato ispezionato dal personale AIFA(Agenzia Italiana del Farmaco) nel dicembre 2006 ed ha ricevuto l’autorizzazione finale nel luglio 2007.

Presso il Laboratorio “Stefano Verri” sono ad oggi operativi quattro protocolli dei terapia cellulare somatica, nell’ambito dell’immunoterapia delle infezioni e ricadute post trapianto di midollo osseo (TMO) per patologie onco-ematologiche, e nell’ambito della terapia di patologie degenerative cardiache ed ossee.

Il primo protocollo approvato riguarda l’uso di cellule citotossiche linfocitarie indotte da citochine  per il trattamento delle ricadute di leucemia mieloide acuta e linfomi post TMO (in collaborazione con il Laboratorio GMP “G.Lanzani” degli Ospedali Riuniti di Bergamo). Il disegno, i dettagli tecnici ed i risultati di tale protocollo sono stati recentemente pubblicati su un giornale scientifico specialistico (Haematologica 2007; 92: 952-959).

Nell’ambito dell’immunoterapia delle infezioni post TMO, è stato approvato il dossier delle infezioni da Citomegalovirus (CMV) Il principale scopo dello studio è quello di generare cellule CMV-specifiche e di iniettarle ai pazienti trapiantati al primo episodio di riattivazione virale nel post-trapianto, insieme con la terapia farmacologica disponibile.

Per la terapia cellulare di patologie degenerative, i protocolli in atto hanno individuato, come target terapeutici, la terapia dell’infarto miocardio acuto tramite cellule staminali midollari e la terapia della patologia parodontale grave tramite cellule mesenchimali stromali (MSC) midollari

Il dossier per l’infarto del miocardio prevede l’isolamento, tramite selezione immunomagnetica di precursori staminali midollari autologhi in pazienti con gravi forme di infarto miocardio che necessitino di intervento a cuore aperto per posizionamento di by-pass coronarici. Tali cellule sono quindi successivamente iniettate direttamente nell’area ischemica interessata, contemporaneamente alla procedura chirurgica di posizionamento del by-pass.( in collaborazione con l’Istituto Cardiologico “Monzino” di Milano, nell’ambito di uno studio randomizzato afferente all’ “University of Rostock, Germany-Department of Cardiac Surgery”).

Il dossier delle patologie parodontali prevede l’uso di cellule staminali mesenchimali (MS midollari autologhe differenziate in pazienti affetti da malattia parodontale grave. Le cellule MSC costituiscono una frontiera terapeutica di grande interesse e potenzialità clinica per il trattamento delle malattie degenerative dell’apparato muscolo-scheletrico-articolare.. Lo studio in atto vuole valutare la potenzialità dell’ingegneria tissutale per un possibile utilizzo nella rigenerazione del tessuto osseo orale,. Nel protocollo clinico di fase I verranno arruolati soggetti affetti da patologia parodontale grave documentata radiologicamente. I soggetti ritenuti idonei verranno sottoposti a prelievo di midollo osseo dalla cresta iliaca e le MSC verranno isolate e tenute in coltura fino al giorno dell’impianto. Lo studio oggetto del presente dossier è uno studio di fase 1 su un campione limitato di pazienti, il cui scopo primario sarà quello di valutare la fattibilità della procedura di espansione e differenziamento proposta ed il suo profilo di sicurezza in termini di tossicità locale o sistemica a breve e lungo termine.

               Per ciò che concerne gli sviluppi futuri sono ad oggi in atto presso il Laboratorio “Stefano Verri” diversi protocolli di convalida in condizioni GMP: a) espansione di cellule linfocitarie anti-Adenovirus; b) espansione di cellule citotossiche anti-leucemia nel contesto delle Leucemie Linfoblastiche Acute pediatriche con ricaduta post-TMO; c) isolamento ed espansione di MSC per il trattamento di patologia degenerativa ortopedica tramite scaffold in idrossiapatite; d) utilizzo di recettori chimerici anti-leucemia linfoblastica acuta (LLA) pediatrica per il trattamento di patologie leucemiche ad alto rischio post-TMO allogenico nell’ambito di un trial collaborativo europeo (vedi: www.childhope.eu).

               Come è chiaro, non si parla più di ipotesi o idee o esperimenti in laboratorio … siamo arrivati alla sperimentazione clinica!